Pomodoro & Basilico è un sugo pronto composto da pomodori della pregiata varietà "Cuore di Bue" pelati e tagliati a pezzettoni a mano e infine sgocciolati (50 kg di pomodori danno appena 22 kg di polpa a pezzi) e cotti con olio estravergine, cipolla e aglio.
È ideale per condire la pasta o il riso. Viene proposto in vasi ottagonali da 314 ml.
Il pomodoro cuore di bue italiano è famoso in Liguria e Piemonte da tempo immemorabile, oggi conquista la tavola degli italiani anche nelle altre regioni. Di forma particolare a pera leggermente costoluta, con differenti colorazioni dal verde al rosa, al rosso a secondo dei momenti di maturazione.
Il pomodoro cuore di bue per le sue peculiarità è adatto a piccole produzioni di qualità per cui viene considerato un prodotto di nicchia. La storia del pomodoro inizia in un luogo insolito per l'immaginario collettivo: la cordigliera andina, e più in particolare in quella fascia territoriale che si estende dal nord del Cile al sud dell'Ecuador.
L'addomesticazione della specie oggi coltivabile, il Lycopersicon esculentum var. cerasiforme, avviene poi con ogni probabilità in Messico, anche se nella Nueva Coronica y Buen Gobierno del 1613, redatta da Felipe Guamòn Poma, si parla di un consumo sporadico di tale solanacea in Perù, nel corso dell'impero Inca. Ciò che fa propendere per uno sviluppo in Messico del pomodoro sono numerose testimonianze documentali, come ad esempio ceramiche rinvenute durante scavi archeologici, nelle quali questa pianta è rappresentata assieme ad altre "addomesticate" in quest'area, quali la patata, il peperone dolce e il peperone piccante.
Il merito di aver valorizzato per primo le doti commestibili del pomodoro, proponendolo come pietanza per arricchire i cibi, e non più solo come addobbo o decoro per la tavola, spetta ad Antonio Latini Scalco, ovvero chef, al servizio del Reggente Cariglio, cavaliere spagnolo primo pari del Regno di Napoli.
Egli inserì il nostro ortaggio come ingrediente nello stufato di verdure. Questa ricetta figura nel suo trattato intitolato Lo scalco alla moderna. Ovvero l’arte di ben disporre i conviti, del 1694. Latini è stato inoltre il primo a elaborare una cucina più semplice, legata ai profumi della terra e alle tradizioni regionali.