Grissini

Si possono considerare un “antipasto”  perchè se sono sul tavolo si inizia sempre con quelli!!! Mentre si sa sono un pane a tutti gli effetti.
Di origine piemontese, questi sottili ‘bastoncini’ confezionati sono oggi tra i protagonisti della tavola italiana.
Del Grissino, esistono numerose ricette a seconda del luogo di origine.
Quella che proponiamo è molto diffusa, in particolare per grissini da 50-60 g con una larghezza di 2-3 centimetri.

Ingredienti:  
  grissini
10000 gr farina tipo 0
500 cl acqua
120 gr sale
100 gr malto
600 gr strutto
150 gr lievito
300 gr olio d’oliva extra-vergine
Preparazione: 

Impastare per 13 minuti (6 in prima velocità e 7 in seconda) tutti gli ingredienti, tranne il sale, in una impastatrice a spirale.
Aggiungere il sale dopo 5 minuti dall’inizio dell’impasto; fare a mano dei filoni di 20 cm di larghezza, posarli in una tavola unta di Olio D’oliva Extra-vergine e ungerli per bene sempre con olio d’oliva extra-vergine.
Lasciar lievitare per 25-30 minuti circa, tagliare il filone a pezzi di 50-60 g, stirarli manualmente e arrotolarli nei vari semi (finocchio, sesamo, papavero, rosmarino); quindi, stenderli sulle padelle.
Infornare in forno a platea fissa per 13-15 minuti ad una temperatura di 225-230 gradi.

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Fagottini di Mortadella

Piatto che si prepara in un battibaleno ma, con gli ingredienti di qualità, si ottiene una vera ghiottoneria!
Da provare subito!
 
Ingredienti:
  fagottini
100 gr ricotta piemontese
4 fette mortadella
4 gherigli di noci
1 peperone giallo
sale
Preparazione: 

Eliminate semi e filamenti del peperone, tritatelo finemente. In una ciotola lavorate a crema la ricotta, aggiungetevi il peperone, i gherigli di noci anch’essi tritati.
Salate. Tagliate ogni fetta di mortadella in quattro spicchi.
Ponete il composto di ricotta sulla punta di ogni triangolino e arrotolate. Tenete in frigorifero sino al momento di servire.
Vini di accompagnamento: Roero Arneis docg , Brio Rosso vivace

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Crostini al Tartufo Bianco

Se dovesse servire ecco la ricetta per un antipasto afrodisiaco.  Ma anche per una  cena elegante da permettersi ogni tanto.

Ingredienti 

50 gr tartufo bianco d’Alba
100 gr burro
1 acciuga sotto sale
1 fettina aglio
poco prezzemolo
4 fette pancarré
olio d’oliva

Preparazione:  tartufo
 
Fare un trito con l’acciuga dissalata e diliscata, l’aglio e il prezzemolo.
Spazzolare il tartufo.
In un tegame mettere 30 g di burro e qualche cucchiaio d’olio,unirvi il trito e far rosolare delicatamente a fuoco basso.
Aggiungere il tartufo affettato sottilmente e cuocere per 10 minuti a fuoco molto basso.
Tagliare a metà le fette di pancarré e friggerle nel restante burro. Disporvi sopra la salsina preparata e servire i crostini ben caldi.

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Cipolle ripiene

cipolleripUn secondo piatto o anche un antipasto diverso diverso dal solito.
Questo piatto fa parte della cucina ligure sempre molto essenziale ma gustosa.
Data la vicinanza con le Langhe piemontesi (attraverso le strade del sale) è diventato un piatto molto cucinato in tutto il Piemonte.

Ingredienti:

6 cipolle
350 gr arrosto di vitello
150 gr salame cotto
2 uova
1 manciata prezzemolo
1 manciata pangrattato
1 manciata formaggio parmigiano grattugiato
olio d’oliva
sale
pepe

Preparazione:

Pelate le cipolle e fatele lessare fino a tre quarti della cottura, insomma che siano ancora piuttosto croccanti.
Fatele raffreddare e tagliatele orizzontalmente un po’ più su della metà, dopodichè svuotatele parzialmente con un cucchiaio.
Intanto tritate l’arrosto di vitello, il salame cotto, il prezzemolo e i resti delle cipolle lesse; unite le due uova intere, il parmigiano grattugiato, salate e pepate e amalgamate con cura.
Riempite le mezze cipolle con questo impasto, disponetele in una teglia unta di olio e burro, spolveratele di pangrattato e infornatele nel forno già caldo a 160 gradi per una quindicina di minuti.
Servitele calde.
Vino consigliato: Barbera d’Alba.

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Bicciolani

I bicciolani sono dolci tipici piemontesi dell’area vercellese; nascondono un segreto che si può far risalire addirittura al periodo rinascimentale, quando alla pastafrolla preparata con ricetta tradizionale si aggiunse una speciale e preziosa miscela di spezie, tra le quali la cannella, capace di donare un retrogusto originale e particolarmente piacevole.
La creazione di questa specialità affonda le sue radici nel passato (così tanto che Bicciolino è anche una tipica maschera del Carnevale di Vercelli): potrebbe essere un’imitazione di dolci arabi o una variante di un impasto preparato per un pasticcio di cacciagione.
Il suo retrogusto fa infatti pensare a combinazioni di aromi abitualmente usate in certi piatti salati.

Ingredienti:  dscn0211

500 gr farina bianca 00
375 gr burro
200 gr zucchero semolato
4 tuorli d’uovo
1 cucchiaino cannella in polvere
1 pizzico garofano
1 pizzico macis
1 pizzico coriandolo
1 pizzico vaniglia
1 pizzico noce moscata
1 pizzico pepe bianco
Preparazione 
 
Le dosi sono per 70 biscotti circa. Versate sulla spianatoia la farina, unite lo zucchero e tutte le droghe, mescolando bene; incorporatevi quindi i tuorli ed il burro ammorbidito ed a pezzetti, lavorando poco la pasta.
Avvolgetela in un foglio di carta oleata e ponetela in frigorifero, lasciandola riposare per 6 ore; mettetela poi in una tasca di tela impermeabile, fornita di bocchetta rettangolare dentellata, e su una placca imburrata ed infarinata deponete tanti biscotti lunghi 8-10 cm. e larghi cm. 4, distanziandoli tra loro perché cuocendo aumentano leggermente di volume.
Passateli in forno a calore moderato (180 gradi) cuocendoli per circa 10 minuti.
Staccateli poi dalla placca e fateli raffreddare su una gratella da pasticceria coperta con un doppio foglio di carta bianca da cucina; in questa operazione procedete con molta delicatezza perché i ‘bicciolani’ sono fragilissimi. Proseguite nel modo indicato sino ad avere ultimato tutta la pasta. La data di nascita dì questi famosi biscotti, che si trovano in vendita in tutte le pasticcerie del vercellese, viene fatta risalire con certezza al 1803, dalle mani esperte di una certa Teresa Flecchia da Crescentino (Vercelli) , ma è impossibile sapere oggi, tra le tante ricette tenute segretissime dai pasticcieri, quale sia quella veramente autentica.
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