La finanziera è un piatto della tradizione piemontese, di origini molto antiche ed incerte. Secondo alcune fonti nasce alla fine ‘700 nell’Ovest Piemonte e nella vicina Francia come piatto povero che utilizzava le parti considerate meno nobili degli animali macellati, ossia le interiora, che venivano lasciate a chi eseguiva la macellazione, e subito cotte, preparate e consumate.
Secondo altre fonti pare che la finanziera venisse offerta agli esattori dei dazi sugli animali venduti e macellati, e da qui il suo nome.
Un’altra ipotesi fa risalire il nome ai funzionari d’alto rango dello stato sabaudo che vestivano, per l’appunto, la finanziera e che gradivano molto questa piatto: le loro mogli preparavano questo piatto con le parti del pollo che avevano ricevuto in dono dalle famiglie contadine della campagna, che si volevano così ingraziare i loro potenti mariti.
Nella cucina francese dell’800 la finanziera è utilizzata come contorno o guarnizione, mentre nel Piemonte dell’800 è un piatto diffuso, raffinato, inserito nei pranzi eleganti e di grandi occasioni, come le nozze, le celebrazioni ufficiali e i pranzi di gala.
Oggi è una vera prelibatezza per gli estimatori delle interiora e le frattaglie, che devono essere freschissime e di animali sani ed allevati naturalmente.
Può essere presentata in tavola da sola come piatto di mezzo, oppure, riducendo proporzionalmente le dosi, come accompagnamento di un risotto bianco o uno sformato di verdure.
Si accompagna molto bene ad un rosso piemontese come il Barbera d’Alba.
Ingredienti: 
100 gr fegatini di pollo
100 gr filoni di vitello
100 gr animelle di vitello
100 gr fesa di vitello
100 gr creste di pollo
1 cetriolino sott’aceto sminuzzato
25 gr funghi porcini secchi ammorbiditi in acqua tiepida
50 gr burro
1 bicchierino vino marsala secco
1 cucchiaino aceto di vino di ottima qualità (facoltativo)
1/2 tazza farina bianca
pepe nero appena macinato
sale
Preparazione:
Preparate le animelle e i filoni e tagliateli a fettine rotonde e a tocchetti. Scottate le creste di pollo e ancora calde cospargetele di sale fino, quindi soffregatele fra le palme delle mani in modo da spellarle facilmente. Immergete quindi le creste spellate in abbondante acqua fredda, perché si dissalino e rimangano bianche. Affettate piuttosto finemente la fesa, pulite bene i fegatini di pollo e affettate anche questi. Fate scaldare e in un tegame il burro e quando sarà spumeggiante unite la fesa e lasciate rosolare per qualche minuto. Infarinate abbondantemente le animelle, i filoni, le creste e i fegatini e uniteli all’altra carne. Lasciate cuocere per 10 minuti prima di bagnare con il marsala secco, salate e pepate ed aggiungete i funghi strizzati e sminuzzati e il cetriolino. Lasciate cuocere il tutto a fuoco molto basso e a tegame coperto per altri 15 minuti, poi unite, volendo, l’aceto e fate alzare il bollore. Quindi spegnete il fuoco; il composto dovrà risultare ben legato. La finanziera alla piemontese serve per farcire vol-au-vent e timballi di verdura o di riso, o come guarnizione per risotti e taglierini, come ripieno per sformati di spinaci, carciofi o cardi. La sua conservazione è piuttosto difficile ed è opportuno perciò consumarla subito.