E’ una specialità piemontese della cucina del “possibile” nel senso di cucinare con quello che si dispone in quel momento. Il loro nome deriva, probabilmente, dalla forma simile ad un piccolo cappone, ma anche da come sono denominati i fiori di zucchine sterili. A seconda della stagione possono essere utilizzate fiori di zucchine oppure foglie di cavolo sbollentate, in questo secondo caso il loro nome può anche essere “pess-et-coj” (pesce di cavolo).
Ingredienti 
18 fiori di zucchine
300 gr carne di vitello macinata
100 gr salame cotto
1 manciata prezzemolo
alcune foglie erba san pietro
alcune foglie basilico
2 spicchi aglio
2 tuorli d’uovo
1 manciata formaggio parmigiano grattugiato
olio d’oliva
1/2 bicchiere brodo
sale
Preparazione
Fate insaporire con olio e uno spicchio d’aglio la carne tritata in una padella, per una decina di minuti, bagnando con brodo o vino bianco. Al suo posto va anche bene l’arrosto avanzato e tritato, oppure il lesso. Fate un trito col prezzemolo, l’erba di S. Pietro, il basilico e lo spicchio d’aglio; aggiungete il salame cotto sbriciolato, la carne macinata cotta, i due tuorli d’uovo e il parmigiano grattugiato: salate e amalgamate bene gli ingredienti. Prendete i fiori di zucchina ben lavati ed asciugati e riempiteli con questo composto, ripiegando all’indentro le estremità dei petali. Friggete i caponet nell’olio bollente, spolverateli di sale e serviteli caldi. Vino consigliato: Brio Rosso vivace.