Il gusto: concetti, storia, interpretazioni….

Dal punto di vista linguistico i significati di gusto in senso lato si possono sintetizzare in: sapore di un cibo o di una bevanda, ma anche presupposto dell’eleganza, poiché consiste sia nell’attitudine innata a discernere pregi e difetti estetici, sia nel particolare senso del bello che può essere acquisito e raffinato attraverso l’educazione e la consuetudine con la bellezza.
Se ogni lingua seglie le proprie metafore, quella del gusto sembra scavalcare qualsiasi confine.

Per grandi tappe il concetto di gusto inizia a formarsi con l’origine della lingua latina, mentre è estraneo in quella greca, anche se i grandi ateniesi lo possedevano innato. Nel XVII° secolo il sinonimo “Gusto” sembra affinarsi con un senso più tecnico in direzione del concetto più moderno di buon gusto e sempre in questo periodo si diffonde l’idea della varietà del gusto; Ponzalo fissa l’assioma “il gusto non è discutibile”;

Gracian pone il gusto accanto al genio, all’ingegno, al giudizio cioè accanto alle doti essenziali che regolano il comportamento e la cutura.

Per molto tempo si prende atto dell’ingombrante presenza del “Gusto” e molte personalità nei vari campi scrivono, dissertano, dedicano saggi e quant’altro.Tra questi Dante nella Divina Commedia nel canto di Pier delle Vigne; Montesquieu, d’Alambert, Diderot danno vita alla filosofia dei “lumi” in cui risaltano le qualità del gusto; Kant nella Critica del giudizio lo esamina con un pizzico di sconcerto, Hegel lo eviscera discettando intorno al sensibile, Baudelaire lo vede realizzato nella moda.

Armando Torno in un articolo del 6 febbraio 2000  sul Corriere della Sera, si esprime dicendo che “…..Tra sapere e sapore c’e’ del Gusto E’ impiccione, bello, strambo, cattivo. Sa essere anche sublime. Viviamo con lui e per lui. Non riusciamo a escluderlo dai discorsi, meno che mai dalla nostra vita. Lo si potrebbe definire una facolta’ intermedia tra i sensi e l’intelletto; e’ senz’altro l’erede – ma anche il concorrente – del caro, vecchio giudizio. L’arte e la musica ne vanno matte, la filosofia non riesce a gestirlo, la matematica lo ignora, la letteratura ne e’ succube. Stiamo parlando del gusto, impalpabile tiranno che signoreggia le nostre scelte….”

Ho  trovato in questa espressione sintetica  la più calzante definizione di “Gusto”. !!

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