Albicocche

L’albicocca è un frutto molto “leggero”, con un moderato apporto calorico (47 g Kcal/100). Un solo frutto apporta in  media meno di 30 calorie, mentre da una piacevole sensazione di freschezza grazie alla sua leggera acidità.

 

 

Valori nutrizionali per 100 g le_albicocche

Proteine 0,8

Carboidrati 10 g

Grassi 0,1 g

Calorie 47 kcal

 

L’albicocca è anche dotata di provitamina A, come evidenziato dal suo bel colore arancione. Due piccoli frutti infatti sono  sufficienti a coprire la metà del fabbisogno giornaliero di carotene, questo prezioso antiossidante che svolge un ruoli importanti per la salute. Apporta anche una notevole quantità di vitamina C.

 

L’albicocca è un frutto ricco di minerali e oligoelementi (600 mg/100 g). Fornisce una incredibile quantità di potassio (315 mg/100 g), rendendolo il miglior alleato degli atleti. L’effetto di potassio ha la virtù di eliminazione delle tossine e il recupero. Quindi non esitate dopo l’esercizio fisico, a consumare albicocche sia  fresche che  secche.

 

Infine, se consumate molto mature  le albicocche sono un’ottima fonte di fibra ” di qualità” perché la metà sono pectine. Possiedono la  proprietà di agire efficacemente sulla pigrizia intestinale. Infine, la leggera acidità rende il frutto molto digeribile e molto ben assimilato dal nostro organismo; ridotte in purea sono anche perfette per l’alimentazione dei neonati.

 

Anche l’olio estratto dal suo osso è un cocktail di acidi grassi essenziali, vitamine A ed E, che lo rende un prezioso prodotto di bellezza. Nutriente e idratante, ammorbidisce e rivitalizza la pelle secca e sensibile.

 

Degustazione

 

Scegliete sempre  il giusto punto di maturazione per godere di tutte le sue qualità nutrizionali e del organolettiche.  Piuttosto che dal  colore, che non è sinonimo di  maturità , abbiate fiducia nel profumo  molto fragrante e nella morbidezza al tatto. Non scegliete  mai le  albicocche troppo mature.

 

Conservatele al fresco, ma non in frigorifero, perchè fa perdere il loro sapore.  L’albicocca, deve essere consumata rapidamente, al massimo dopo due o tre giorni dalla raccolta. Le ‘albicocche  si prestano  bene ad essere conservate. Il loro sapore può essere esaltato con la vaniglia, cannella, anice e menta e basilico.

 

 

La pectina contenute nelle albicocche le rende perfette per la preparazioner di composte e confetture. Se si utilizza  frutta molto  matura, si può  compensare la mancanza di acidità con l’aggiunta di succo di limone per consentire alla confettura  addensarsi.

 

Il nostro consiglio: tenere in serbo  pochi noccioli , schiacciarli e aggiungerli alla confettura nella pentola,  avvolti  in una garza. Conferiscono alla confettura un sottile profumo di mandorle. La scelta di preparare, con l’aggiunta di mandorle, questa squisita confettura ha origine dai banchetti nuziali delle campagne piemontesi per i quali veniva preparata una torta semplice farcita con questo delizioso preparato.

 

 

 Con le albicocche  è possibile accompagnare anche  piatti salati, soprattutto  di volatili: tacchini, polli, ma anche quaglie, questo grazie al loro sapore leggermente acidulo.

 

Sorprendente e delizioso  è il matrimonio tra l’albicocca e il formaggio fresco di capra, oppure con  una terrina o nel sugo per arrosti o con il formaggio alla piastra.

 

Se essiccate, entrano  nella composizione di dolci e composte, indispensabili per  l’inverno e con le prugne secche e i datteri per fornire  energia. Si accompagnano  ottimamente con le carni stufati.

 

Se  sciroppate o caramellate riescono  a sostituire quelle fresche  quando la stagione è ancora lontana.

 

Storia

 

L’ albicocca e presente in Cina, nella sua forma selvatica, da almeno 4 000 anni,. Dopo aver attraversato l’India, ha seguito la Via della Seta per raggiungere i Greci ed i Romani. Nel quindicesimo secolo, è arrivata in Francia, ma si sospetta che la peste, l’abbia lasciata da parte.  Grazie ad un  giardiniere di Louigi XIV, che ha piantato alberi di albicocca a Versailles, è fu finalmente un frutto apprezzato.

In Europa solamente  nel Settecento la coltivazione di albicocche comincia davvero a svilupparsi.

 

Tante sono le varietà di albicocche disponibili che possono coprire un discreto periodo di disponibilità: da marzo a settembre

 

 

Anche le albicocche secche, sono tutti importati. Iran, California e Australia, sono  le nazioni grandi produttrici, ma dalla Turchia, arrivano quelle  migliori, in termini di aspetto, con un bel colore arancione e di  gusto con un sapore di moscato.

 

In Piemonte la piantagione delle albicocche si è diffusa rapidamente soprattutto in collina per sfuggire alle gelate primaverili ed essere meglio esposta ai raggi solari così da ottenere frutti molto più zuccherini e varietali.

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